12:21 pm
22 Settembre 2019

Efficienza metabolica

Efficienza metabolica
Molecola di ATP (adenosintrifosfato)

Come puntare all’efficienza metabolica

Per puntare all’efficienza metabolica, noi dovremmo tutti i giorni introdurre meno calorie possibili col cibo, tuttavia ricavando il massimo di energia, e quindi di produzione di ATP! Solo in questo modo produrremo meno radicali liberi durante la conversione delle calorie del cibo in energia chimica, andremo ad attivare l’enzima chiave del nostro metabolismo, l’AMP-Kinasi e ci proietteremo alla longevità.

E’ possibile tutto ciò: cioè noi dovremmo mangiare di meno e avere il massimo di energia?

Ebbene si.

Perchè mangiare meno calorie non significa meno cibo, e quindi privazione: potremmo mangiare quantità importanti di cibo, tuttavia rimanendo in una restrizione calorica. E ciò può accadere solo se alla base dei nostri pasti ci sia verdura non amidacea, pochi carboidrati ad alto IG, la giusta proporzione di proteine, e non pochi grassi, scelti bene.

Abbiamo detto che i processi di digestione e assorbimento necessitano di energia per poter avvenire. È ragionevole pensare quindi che una frequenza maggiore di assunzioni di cibo nella giornata significhino aumento del dispendio energetico (aumento del metabolismo basale), soprattutto se assumiamo fonti proteiche ad ogni pasto, in virtù della termogenesi indotta dalle proteine.
A parte il fatto che non siamo “programmati” per avere una glicemia stabile per più di 5 ore da un pasto principale a un altro, e quindi è umanamente impossibile da un punto di vista ormonale pensare di mangiare un paio di volte al giorno, è indispensabile aumentare la frequenza dei pasti a 5, o anche 6 assunzioni al giorno per i seguenti motivi:

l’elevata frequenza di assunzioni di cibo, induce il corpo, ogni volta, a consumare energia per consentire digestione e assorbimento e quindi aumenta la sua spesa energetica giornaliera a riposo;
la frequenza di assunzioni di cibo nella giornata crea segnale di abbondanza di energia per il corpo: non avrebbe senso per l’organismo di accumulare energia sottoforma di grasso; al contrario di ciò che accade a chi fa digiuno, oppure salta i pasti, o mangia poche volte al giorno (che equivale a digiunare!): il corpo capisce che è in carestia e ogni qualvolta si introducono calorie in eccedenza (cosa che in caso di metabolismo basale abbassato dalla carestia è molto probabile) si accumula grasso di riserva;
L’abbondanza di cibo e l’aumento della frequenza di assunzione di esso attiva la funzione tiroidea, che quindi è efficiente nel dimagrimento, ma è inefficiente nell’ingrassamento.

 

Bibliografia

  1. [Various types of reducing diets]. Giorgino R, Scardapane R, Lattanzi V, Cignarelli M. Minerva Med. 1979 Nov 17;70(51):3475-91. Review. Italian.

  2. Mitochondrial dysfunctions during aging: vitamin E deficiency or caloric restriction–two different ways of modulating stress. Armeni T, Principato G, Quiles JL, Pieri C, Bompadre S, Battino M. J Bioenerg Biomembr. 2003 Apr;35(2):181-91.

  3. Mechanisms of AMPK in the Maintenance of ATP Balance during Energy MetabolismKe R, Xu Q, Li C, Luo L, Huang D. Cell Biol Int. 2017 Dec 4. doi: 10.1002/cbin.10915. [Epub ahead of print] Review.

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