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20 Maggio 2019

Carico glicemico

Carico glicemico

Il concetto di “carico glicemico” può rappresentare un’evoluzione dell’indice glicemico.

Per determinare l’indice glicemico si deve quindi far assumere a qualcuno un quantitativo tale di cibo da liberare 50g di carboidrati disponibili perché sennò non si riesce ad apprezzare un aumento effettivo della glicemia.

E con molte verdure ciò è umanamente impossibile: infatti per assumere 50 gr di carboidrati dai broccoli verdi ramosi bisognerebbe mangiarne più di 5 piatti pieni ! Oppure 2 kg di fagiolini!! O ancora 3 kg di zucchine!!

La conseguenza è che il concetto dell’indice glicemico ci ha fornito eloquenti risposte sostanzialmente circa gli amidi, e sulla frutta in generale, ma non circa le verdure a bassa densità di carboidrati.

Quindi per superare queste difficoltà è stato sviluppato il concetto di “carico glicemico” che ci può dare informazioni molto più accurate sulla risposta insulinica a un certo pasto.

Cos’è il carico glicemico?

Il carico glicemico corrisponde alla quantità di carboidrato che induce secrezione insulinica moltiplicata per l’indice glicemico di quel carboidrato.

La misura riflette il fatto che una grande quantità di carboidrati a basso indice glicemico produce gli stessi effetti sull’insulina di una piccola quantità di carboidrati a alto indice glicemico.

Facciamo qualche esempio:

10 prugne (IG=40) avranno lo stesso carico glicemico, e quindi lo stesso impatto sull’insulina di una fetta di pane azzimo (IG=70).

Quindi consumando verdure con un carico glicemico molto basso non abbiamo significative influenze sul rilascio insulinico, ma con cereali, carboidrati amilacei e sfarinati il carico glicemico arriverà con poca roba in tavola alle stelle:

zucchine (600gr): 9gr di carboidrati x (IG=15) = (carico glicemico=135);

riso bianco(1 tazza): 42gr di carboidrati x (IG=70) = (carico glicemico=2940).

 

Quindi il carico glicemico ci dà informazioni molto più dettagliate sulla qualità e sulla quantità dei carboidrati utilizzati ed è attualmente la misura più utilizzata per la scelta migliore dei carboidrati della nostra dieta.

 

Bibliografia

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